Come si compila il bonifico bancario parlante?

Come si compila il bonifico bancario parlante?

Per poter beneficiare delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione o di miglioramento energetico, è richiesto il pagamento delle fatture tramite bonifico bancario parlante.

Innanzitutto, che cos’è il bonifico bancario parlante?
E’ un metodo di pagamento che permette di avere traccia sia dei dati del destinatario (chi riceve il pagamento) che del contribuente che sostiene le spese ed è obbligatorio per poter richiedere successivamente la detrazione fiscale.

L’Agenzia delle Entrate ha già dato istruzioni su come compilare correttamente il bonifico bancario parlante, specificando quali sono i dati e la causale da inserire in base alla tipologia di detrazione di cui si vuole usufruire.

Vediamo qualche esempio nel dettaglio:

  • Bonifico bancario parlante per ristrutturazione (BonusCasa 50%):
    Questo metodo di pagamento relativo ai lavori di ristrutturazione è obbligatorio e ad oggi l’unico idoneo.
    Ai fini della corretta compilazione, è necessario inserire i seguenti dati:
    – Causale del versamento, con riferimento alla normativa Articolo 16-bis del Dpr 917/1986 e successive modifiche;
    – Codice fiscale o partita IVA del beneficiario del pagamento;
    – Codice fiscale del beneficiario della detrazione (solitamente è l’intestatario della fattura dei lavori).Importante ricordare che se la spesa è sostenuta da più persone, sarà necessario inserire il codice fiscale di tutti i soggetti.
  • Bonifico bancario parlante Ecobonus:
    Come per l’esempio precedente, il bonifico bancario parlante è attualmente l’unico pagamento idoneo per poter richiedere le detrazioni fiscali.
    Ai finiti della corretta compilazione, è necessario inserire i seguenti dati:
    – Causale del versamento, Lavori volti al risparmio energetico ai sensi art. 1, co. 344-347, L. 27/12/2006, n. 296;
    – Codice fiscale o partita IVA del beneficiario del pagamento;
    – Codice fiscale del beneficiario della detrazione.Si ricorda che il bonifico parlante è uno dei documenti da conservare ai fini di eventuali controlli sulla spettanza delle detrazioni richieste.

Ho sbagliato a compilare il bonifico bancario parlante, che faccio?!
Se si sbaglia a compilare il bonifico parlante, non sempre l’Agenzia delle Entrate impedisce di richiedere le detrazioni fiscali per lavori in casa e, anzi, nell’ultimo periodo la linea dura del Fisco si è ammorbidita e consente ai contribuenti che hanno commesso errori o utilizzato un metodo di pagamento diverso di mettersi in regola.
Inizialmente, per correggere gli errori e non perdere il diritto a beneficiare delle detrazioni fiscali, era consentito fare un nuovo bonifico corretto (e “parlante”) all’impresa.
La procedura era tuttavia abbastanza complessa, e se ne deve esser resa conto anche l’Agenzia delle Entrate, tanto che nella guida ai lavori di ristrutturazione e risparmio energetico è stata illustrata una nuova modalità di integrazione dei dati che consente di correggere il bonifico sbagliato:

“Se per errore è stato effettuato un bonifico diverso da quello dedicato o non sono stati indicati sul bonifico tutti i dati richiesti, e non è stato possibile ripetere il bonifico, la detrazione spetta solo qualora il contribuente sia in possesso di una dichiarazione sostitutiva di atto notorietà rilasciata dall’impresa, con la quale quest’ultima attesta che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito (circolare n. 43/2016).”

 

In sintesi, è necessario farsi rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio per correggere l’errore commesso, sia qualora siano stati indicati dati errati che quando è stato utilizzato un bonifico differente rispetto a quello parlante.